Nei giorni scorsi le principali testate locali – La Provincia Pavese (13 febbraio 2026), Il Giorno e Prima Pavia – hanno riportato la notizia della sospensione immediata della preparazione pasti nelle cucine interne del Policlinico San Matteo di Pavia.
Secondo quanto emerso dall’ispezione effettuata dai Carabinieri del NAS e dai tecnici di ATS, sarebbe stata riscontrata una “severa infestazione di scarafaggi” e condizioni igienico-sanitarie ritenute non conformi ai requisiti minimi di sicurezza.
Una situazione che ha portato al blocco delle attività e all’organizzazione d’urgenza del servizio pasti tramite un centro cottura esterno.
Al di là della cronaca, questa vicenda apre una riflessione importante per tutte le strutture alimentari e sanitarie: quanto è realmente efficace il sistema di prevenzione infestanti?
Perché la presenza di scarafaggi è un’emergenza sanitaria
Gli scarafaggi (o blatte) non sono semplicemente insetti sgradevoli. In ambienti come:
- cucine ospedaliere
- mense scolastiche
- centri cottura
- RSA
- aziende alimentari
rappresentano un rischio concreto di contaminazione alimentare.
Le blatte possono veicolare batteri, microrganismi patogeni e contaminare superfici, attrezzature e alimenti.
Una infestazione da scarafaggi in un ambiente sanitario non è mai un problema marginale. È una criticità che può portare a:

- sospensione dell’attività
- sanzioni
- danno reputazionale
- perdita di fiducia
E nel caso di una struttura pubblica, il danno d’immagine può essere enorme.
Come si sviluppa un’infestazione in una cucina professionale
Le cucine industriali sono ambienti complessi. Calore, umidità, residui organici, passaggi continui di merci.

Basta poco:
- una fessura nei muri
- una canalina tecnica non sigillata
- uno scarico non protetto
- un’area di stoccaggio non monitorata
Le blatte si annidano in intercapedini, motori, quadri elettrici, controsoffitti. Quando diventano visibili durante il giorno, spesso l’infestazione è già in fase avanzata.
Ed è proprio qui che entra in gioco la differenza tra emergenza e prevenzione.
Il vero punto critico: il piano di monitoraggio infestanti
Molte aziende intervengono solo quando il problema esplode.
Ma una struttura alimentare dovrebbe sempre avere:
- un piano di monitoraggio infestanti attivo
- trappole collanti e sistemi di rilevazione periodica
- report documentati
- interventi programmati
- analisi dei punti critici
Durante un’ispezione NAS o ATS non viene valutata solo la presenza o meno di insetti, ma anche la tracciabilità delle azioni preventive.
Un sistema documentato e aggiornato può fare la differenza tra prescrizione correttiva e sospensione immediata.
Prevenzione strutturale e organizzativa
Dall’articolo emerge che ATS avrebbe richiesto adeguamenti già in passato (elemento non confermato ufficialmente, ma riportato dalla ricostruzione giornalistica).
Questo evidenzia un aspetto fondamentale:
la gestione infestanti non è solo un intervento tecnico, ma anche organizzativo.

Serve:
- coordinamento tra azienda appaltatrice e struttura ospitante
- manutenzione costante degli ambienti
- formazione del personale
- controllo delle aree tecniche
Un approccio frammentato non funziona.
La prevenzione deve essere continua, non episodica.
Cosa possono imparare le strutture di Pavia e provincia
Il caso San Matteo dimostra quanto sia fragile l’equilibrio in ambienti ad alta complessità.
Se gestisci:
- una mensa aziendale
- una cucina centralizzata
- una RSA
- una scuola
- un’attività alimentare
la domanda da farti è semplice:
Il tuo piano di controllo infestanti reggerebbe a un’ispezione NAS domani mattina?
Non basta “non vedere insetti”.
Serve dimostrare controllo, prevenzione e monitoraggio costante.
Il ruolo di KAULON SERVICE nella prevenzione
KAULON SERVICE opera a Pavia e provincia nel settore delle disinfestazioni professionali e nelle sanificazioni ambientali con interventi mirati su:
- infestazioni da scarafaggi
- derattizzazione professionale
- monitoraggio ambienti sensibili
- piani di controllo per strutture alimentari
Ogni intervento parte da un’analisi tecnica degli spazi e dalla costruzione di un piano documentato, conforme alle normative vigenti.
Perché quando si parla di alimentazione e salute pubblica, improvvisare non è un’opzione.

Prevenire è proteggere reputazione e continuità operativa
La sospensione delle cucine del San Matteo ha comportato:
- riorganizzazione urgente
- trasporto pasti esterno
- disagi operativi
- danno d’immagine
Una situazione che nessuna azienda o struttura vorrebbe vivere.
La prevenzione costa meno di un’emergenza. Sempre.
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